Carissimi,
viviamo questa emergenza, dentro il cammino comunitario di fede, di conversione, e di purificazione, caratterizzato dalla quaresima.

Questo è un tempo favorevole, non sciupiamolo! Non cerchiamo rifugio e consolazione solamente nel divano e nel fiume di immagini, musica e notizie che entra ogni giorno nelle nostre case.

Non è il coronavirus che ci impedisce di fare un vero cammino di quaresima, ma la paura, la mancanza di fede, la pigrizia…

Dobbiamo essere creativi e adattare di volta in volta le modalità del cammino alla situazione concreta in cui viviamo, cercando di cogliere il significato spirituale di quello che ci capita.

La malattia ci fa sentire fragili creature ma ci permette anche di affidarci a Dio Padre come figli e fratelli in comunione. Abbiamo la possibilità di fare quaranta giorni di deserto nelle nostre case, nutrendoci abbondantemente della parola di Dio, pregando, vivendo la carità dei piccoli gesti quotidiani, vivendo qualche forma di digiuno, in primo luogo quello dal peccato.

Anche il digiuno forzato dall’Eucarestia può essere provvidenziale: può aiutarci a riflettere sul significato profondo dell’Eucarestia, ad aumentare il desiderio di Cristo, e di comunione con i fratelli, a purificare il cuore da tutte quelle scorie che rischiano di farci vivere la messa come abitudine, come un rito esteriore o individualistico, con atteggiamenti di pretesa o di superficialità, con spirito di divisione o di fazione. Ricordiamoci che la tentazione di usare i riti e le liturgie per appagare il senso religioso del nostro “uomo vecchio”, è sempre in agguato.

Purifichiamo invece il nostro desiderio della messa perché l’azione dello Spirito faccia crescere la vita di Cristo in noi.

Carissimi, nella speranza di uscire presto da questa emergenza, e nella fiducia che il Signore ci è vicino e ci accompagna nel nostro cammino, vi auguriamo ancora una volta una santa quaresima.

Ogni giorno celebriamo l’Eucarestia in comunione con voi e per tutti voi.

Don Filippo, don Tesvin, don Lino.